| Claudio Fava |
Proponiamo di seguito un articolo di Claudio Fava: "Ogni volta che un’indecenza scuote il governo o i suoi ministri, ogni volta che un’intercettazione, una foto, un fuori onda, una dichiarazione intempestiva getta l’ennesima luce di miseria e di discredito su questo esecutivo, s’alza un brusio dall’Italia per bene: ora se ne andranno. E invece non se ne vanno mai.
Nemmeno adesso che il ministro dell’economia Tremonti, colui che compitando ricette come un maestrino ci spiega ogni mattina quante lacrime bisogna versare per uscire dalla crisi, viene beccato nella magione affittata dall’onorevole amico suo a 8.500 euro al mese (dodici volte la pensione media di un italiano). Da un signore che tiene sul palmo della mano i conti degli italiani, che taglia e riduce ogni mattina le spese, gli stipendi e le pensioni degli altri, ci saremmo aspettati qualche parola più congrua per spiegare le spese sue (o le spese degli altri per conto suo). Che so: mi dispiace, è stata una leggerezza, chiedo scusa agli italiani… Non dico le dimissioni, istituto abrogato per desuetudine da questo centro destra, ma almeno un atto di pubblica contrizione: invece zero. Eppure materia di cui In un altro paese, in un altro tempo, non dico un ministro ma un personaggio pubblico non permetterebbe che nessuno gli paghi nemmeno la bolletta del gas per non aver mai alcun debito di gratitudine. E’ un principio elementare di ogni civil servant: la limpidezza delle sue azioni è conseguenza dell’autonomia delle sue decisioni. E se qualcuno ti paga un affitto da principe, un po’ di gratitudine, un occhio di riguardo, un’attenzione particolare prima o poi gliela dovrai: o no?