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venerdì 22 luglio 2011

Nasce la città del sole, un paese con 200 famiglie padrone dell’energia, primo in Italia ad affidarsi al fotovoltaico*

Melpignano dà l'esempio di come si può vivere senza centrali nucleari. La comunità cooperativa guidata dall'amministrazione comunale (proprietaria di altre 200 quote) affida al sole del Salento un futuro "pulito" nella Puglia che moltiplica le pale eoliche

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Lunedì 18 luglio si è costituita a Melpignano in provincia di Lecce la prima “comunità cooperativa” società cooperativa a responsabilità limitata che ha lo scopo di promuovere, sviluppare e realizzare una rete diffusa d’impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici e privati del territorio comunale. La peculiarità dell’iniziativa che fa di Melpignano il primo esperimento del genere in Italia, è rappresentata dal fatto che alla cooperativa promossa dall’amministrazione comunale, aderiscono i cittadini che diventano così, in qualità di soci utenti, anche proprietari collettivi degli impianti fotovoltaici che si realizzeranno, per dotare le case e le aziende di energia da fonte rinnovabile.Il progetto ambizioso e studiato in ogni particolare, rappresenta nel disegno dell’Amministrazione comunale, un importante volano di sviluppo economico, poiché tutte le attività necessarie a realizzarlo saranno affidate a soci lavoratori o a società ad hoc costituite o esistenti nel comune, dagli studi di fattibilità dei tetti, alle pratiche amministrative, autorizzative e finanziarie, al montaggio e attivazione degli impianti.Sono stati censiti centottanta edifici dove sarà possibile installare impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di circa un megawatt. Dal ricavato della vendita dell’energia, residua dall’utilizzo con lo “scambio sul posto”, la cooperativa conta di poter col tempo promuovere anche altre attività utili alla comunità, nel campo dell’ambiente e dei servizi alla collettività.

lunedì 11 luglio 2011

Indecenti. Se ne andranno solo con il nostro voto

Claudio Fava
Proponiamo di seguito un articolo di Claudio Fava: "Ogni volta che un’indecenza scuote il governo o i suoi ministri, ogni volta che un’intercettazione, una foto, un fuori onda, una dichiarazione intempestiva getta l’ennesima luce di miseria e di discredito su questo esecutivo, s’alza un brusio dall’Italia per bene: ora se ne andranno. E invece non se ne vanno mai.
Nemmeno adesso che il ministro dell’economia Tremonti, colui che compitando ricette come un maestrino ci spiega ogni mattina quante lacrime bisogna versare per uscire dalla crisi, viene beccato nella magione affittata dall’onorevole amico suo a 8.500 euro al mese (dodici volte la pensione media di un italiano). Da un signore che tiene sul palmo della mano i conti degli italiani, che taglia e riduce ogni mattina le spese, gli stipendi e le pensioni degli altri, ci saremmo aspettati qualche parola più congrua per spiegare le spese sue (o le spese degli altri per conto suo). Che so: mi dispiace, è stata una leggerezza, chiedo scusa agli italiani… Non dico le dimissioni, istituto abrogato per desuetudine da questo centro destra, ma almeno un atto di pubblica contrizione: invece zero. Eppure materia di cui In un altro paese, in un altro tempo, non dico un ministro ma un personaggio pubblico non permetterebbe che nessuno gli paghi nemmeno la bolletta del gas per non aver mai alcun debito di gratitudine. E’ un principio elementare di ogni civil servant: la limpidezza delle sue azioni è conseguenza dell’autonomia delle sue decisioni. E se qualcuno ti paga un affitto da principe, un po’ di gratitudine, un occhio di riguardo, un’attenzione particolare prima o poi gliela dovrai: o no?