Nei giorni scorsi la Corte dell’Unione Europea ha emesso una sentenza che boccia il reato di clandestinità voluto dalla Lega Nord ed introdotto dal governo del premier Silvio Berlusconi, nel pacchetto sicurezza del luglio 2009.
I giudici comunitari hanno, infatti, rilevato che la detenzione in carcere rischia di compromettere la politica di allontanamento e di rimpatrio dei cittadini irregolari nel rispetto dei loro diritti fondamentali.
“La Corte considera che gli Stati membri non possono introdurre (...) una pena detentiva (...) solo perché un cittadino di un paese terzo, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale e che il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare in detto territorio”. La Corte, inoltre, sollecita gli Stati membri “ad adoperarsi per dare esecuzione alla decisione di rimpatrio, che continua a produrre i suoi effetti”.
